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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO 
ALIMENTARE

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 “Non puoi nutrire il tuo corpo con amore e rispetto se non inizi a nutrire prima il tuo cuore e la tua mente.”

- Joyce Meyer 

Cosa sono i disturbi alimentari

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) non riguardano solo il cibo, il peso o il corpo. Sono condizioni psicologiche complesse in cui l’alimentazione diventa uno strumento per gestire emozioni difficili, conflitti interni e vissuti di perdita di controllo.
Anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder rappresentano modalità diverse con cui la sofferenza psichica può esprimersi, ma condividono un nucleo comune: una relazione problematica con il corpo, con il valore personale e con le emozioni.

I DCA non hanno mai un’unica causa e non sono una “scelta”: sono il risultato di un intreccio di fattori personali, relazionali e ambientali che si sviluppano nel tempo.

Perché si sviluppano

Alla base dei disturbi alimentari troviamo spesso una combinazione di vulnerabilità emotive e contesti di vita stressanti. Tra i fattori più frequenti emergono difficoltà nella regolazione delle emozioni, stati d’ansia o depressivi, bassa autostima e una forte tendenza al perfezionismo.
In molte persone il controllo del cibo o del peso diventa un tentativo di recuperare un senso di stabilità o di valore personale.

Anche il contesto sociale e culturale gioca un ruolo importante. I messaggi costanti che associano il valore della persona all’aspetto fisico, insieme al confronto continuo favorito dai social media, possono amplificare l’insoddisfazione corporea e il senso di inadeguatezza.
A questi aspetti si intrecciano le dinamiche familiari: ambienti molto critici, ipercontrollanti o emotivamente poco sintonizzati possono rendere più difficile lo sviluppo di un rapporto sereno con sé stessi e con il cibo.

Le diverse forme del disturbo

Ogni disturbo alimentare ha manifestazioni specifiche. Nell’anoressia nervosa prevalgono la restrizione alimentare, il rifiuto di mantenere un peso adeguato e un’intensa paura di ingrassare. Nella bulimia nervosa sono centrali le abbuffate accompagnate da comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi.

Nel binge eating disorder l’elemento principale è la perdita di controllo durante le abbuffate, che non è seguita da condotte di eliminazione. A differenza di quanto spesso si pensa, questo disturbo colpisce anche molti uomini ed è frequentemente associato a vissuti depressivi e a un profondo senso di vergogna.

Comune a tutti i DCA è una relazione distorta con il corpo: la percezione corporea può essere alterata e l’insoddisfazione diventa pervasiva, indipendentemente dal peso reale.

I segnali precoci 

I disturbi alimentari raramente compaiono all’improvviso. Spesso sono preceduti da segnali che meritano attenzione: un’eccessiva focalizzazione su peso e forma del corpo, diete restrittive autogestite, cambiamenti improvvisi dell’umore o delle abitudini alimentari.
In adolescenza questi segnali possono confondersi con “fasi di crescita”, ma è proprio in questa fase che il rischio aumenta.

Altri campanelli d’allarme possono essere l’isolamento sociale, l’irritabilità, il bisogno di controllo nelle prestazioni scolastiche o sportive, l’evitamento dei pasti condivisi. Riconoscere precocemente questi cambiamenti permette interventi più tempestivi e migliora significativamente la prognosi.

Trattamento

Il trattamento dei disturbi alimentari richiede un approccio integrato e personalizzato, che combina psicoterapia, supporto nutrizionale e, se necessario, intervento medico.

Gli obiettivi principali sono ripristinare un rapporto sano con il cibo e il corpo: i disturbi alimentari spesso nascono dal tentativo di gestire emozioni complesse, come ansia, insicurezza, sensi di colpa, perfezionismo o difficoltà a riconoscere e soddisfare i propri bisogni emotivi; elaborare emozioni e schemi interiori: ansia, bassa autostima, perfezionismo o senso di inadeguatezza vengono affrontati in terapia, permettendo di ridurre comportamenti disfunzionali legati al controllo del cibo e del corpo.

Collaborare con il dietista che accompagna all ritorno a un’alimentazione equilibrata è fondamentale.

Questo approccio integrato favorisce abitudini alimentari più sane e consapevoli.

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